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La "Kimbau-Pen"

Il computer sul futuro è a Kimbau

In Congo le strade dissestate scassano gli hard disk e impongono la diffusione di nuovi dispositivi.
7 febbraio 2006 - Alessandro Marescotti
Fonte: Una sintesi di questo articolo viene pubblicata dalla Gazzetta del Mezzogiorno (pagina Gazzetta Mondo) dell'8 febbraio 2006.

La "Kimbau-Pen"


Il computer del futuro? Lo stiamo sperimentando in Congo. E' una memoria flashdisk del tipo "pendrive" da 1 gigabyte. In altre parole è una "grande memoria" racchiusa in una minuscola penna della lunghezza di sei centimetri. Si connette alla presa Usb del computer. Su di essa sono stati installati dei programmi gratuiti e "open source". C'è Open Office, Mozilla e Thunderbird, rispettivamente per la gestione completa dell'ufficio (dalla scrittura dei testi, ai database, ecc.), per il collegamento ad Internet e la gestione della posta elettronica. La pennina elettronica è stata "blindata" da un antivirus anch'esso appartenente alla galassia dei software liberi.

Alcuni diranno: qual è la novità? In tanti hanno ormai queste pennine, è vero, ma servono solo a trasportare dati o programmi "da installare". Ma se sulla pennina installiamo un programma essa funzionerà solo con il computer da cui abbiamo lanciato l'installazione e il programma non avrà un funzionamento universale, ossia non potrà essere lanciato da tutti i computer.

Nelle pennine che saranno sperimentate in Congo questi programmi "open source" sono stati inseriti nella loro recentissima versione "portable" che consente di farli funzionare su qualsiasi computer che abbia la presa Usb.

Quindi la realizzazione di pennine con programmi attivabili universalmente è un'anticipazione di quel "computer del futuro" di cui si sta discutendo nelle pagine di scienza e tecnologia dei nostri migliori giornali.

Stiamo camminando così verso il "computer per l'Africa", che per Nicholas Negroponte del MIT è un portatile da 100 dollari con la manovella (per fornire energia in caso di batteria scarica) e per Bill Gates è invece un cellulare a cui collegare tastiera e video (ma lo sa che in Africa i cellulari non funzionano nella foresta?).

Forse né l'uno né l'altro hanno un'idea di cosa sia il Congo e di cosa sia Kimbau, dove i cellulari non "prendono" e dove le strade scassano gli hard disk, sono pantani o lingue di sabbia e arrivare lì è più difficile e rischioso che andare sulla luna.

Da pochi giorni la dottoressa Chiara Castellani e al suo collaboratore Paolo Moro sono rientrati a Kimbau, un ospedale nel cuore della savana del Congo.

Prima che partissero volevamo fare una bella sorpresa. E così due esperti informatici di PeaceLink, Carlo Gubitosa e Lorenzo Salvadorini, hanno lavorato (ovviamente gratis) tutta una notte per progettare la configurazione software delle pennine elettroniche. Tale configurazione software attualmente in Italia è una novità sperimentale.

Si avvale dell'esperienze informatica e telematica di un posto "quasi" inaccessibile come Kimbau.

Praticamente queste due pennine elettroniche sono grandi come un accendino e saranno i loro "computer portatili". Viaggeranno rispettivamente nella borsetta di Chiara e nel portafogli di Paolo.

Questi "computer nella penna" evitano il trasporto dei computer portatili che, con tutti gli scossoni dei viaggi su strade dissestate, arrivano spesso in condizioni pessime, con gli hard disk tramortiti dalle vibrazioni tremende a cui non sono abituati qui da noi.

Tali pennine elettroniche autosufficienti rendono "portatili" tutti i programmi e i dati che servono a Chiara e a Paolo. Essi possono così lavorare e comunicare ovunque vi sia un computer disponibile e, nella capitale Kinshasa, possono acquisire da Internet l'aggiornamento antivirus gratuito più recente per proteggere tutti i dati informatici dell'ospedale.

Praticamente si spostano software e dati lasciando al loro posto i computer, e non è poco in Congo dove è problematico e pericoloso trasferire i computer.

Un anno fa lanciammo un appello (vedi nota 1) su PeaceLink: servono computer portatili per il Congo per la dottoressa Chiara Castellani. Ne arrivarono nove!

Furono portati a Kimbau e a Kenge ma ben presto comprendemmo che, trasportandoli, gli hard disk si possono danneggiare per gli scossoni. Così, una volta sistemati negli uffici dell'ospedale di Kimbau e della scuola infermieri di Kenge, è maturata l'idea di non spostarli più e di spostare invece programmi e dati con pennine: così ognuno avrà in tasca il suo ufficio portatile.

Una simile soluzione si diffonderà nei prossimi anni in tutto il mondo trasformando i computer portatili in piccole penne elettroniche totalmente autosufficienti e dotate di ogni possibilità di connettività con i computer più prossimi.

Costruire un'informatica compatibile con le difficoltà dell'Africa questo è la nostra scommessa. E quel "computer del futuro" - che a noi serve per avere programmi e dati nel portafogli - è il progetto d'avanguardia più adatto all'inferno delle strade del Congo.

Note:

(nota 1) vedi http://italy.peacelink.org/kimbau/articles/art_9381.html

Prosegue la mobilitazione per la costruzione di "trappole neroazzurre" utili a catturare la mosca tse-tse. Se qualcuno fosse curioso di saperne di più vada sul sito http://www.kimbau.org

Per informazioni sui software "portatili" tramite pennina segnaliamo un sito molto interessante in italiano http://www.winpenpack.com

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